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Date: domenica, 30 gennaio 2005 Quanto mi odio quando mi ritrovo in questo stato... Scexpir | commenti (2) | link |
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Date: IL SIGNORE DEI BIDELLI di Sciagal Scexpir e Pocanzi INTRODUZIONE Quando, durante le ore di scuola, mentre ideavamo il Peace & Lone, ci è venuta l’ispirazione di creare delle caricature dei nostri compagni nel tema de "Il Signore degli Anelli", non pensavamo neppure che ne potesse nascere una storia completa. Quando, però, mi è stato suggerito di scrivere un racconto con questi personaggi, non ho potuto rifiutare. Ed ecco, quindi, la nuova versione del classico di J.R.R. Tolkien. PROLOGO Nel racconto "Lo Storpit", comunemente conosciuto come "La rivolta dei sedani", che sarà presto pubblicato, si racconta delle avventure Palumbilbo al seguito del mago orbo Zangalf e di tredici scapestrati nani, che viaggiano contro un grosso cetriolo volante, che si è impadronito di un tesoro appartenente ai nani. Ciò che accade in quella storia ha poco rilievo, se non per un piccolo particolare molto importante: ‘‘...mentre attraversavano le montagne Nebbiose, così conosciute dal risultato di un grande commercio di erba-pipa, la compagnia venne assalita nel sonno, mentre riposava in una grotta, da una banda di Borchietti (gli orchi del clan Borchia). Mentre i compagni di Palumbilbo combattevano, lo Storpit se la dava a gambe in una galleria nella montagna. Dopo che fu sicuro di aver scampato il pericolo si accorse di non riuscire più a tornare indietro. Giunse così ad un lago sotterraneo dove una creatura di nome Mezzanollum stava provando i 500 dorso. Palumbilbo notò con interesse che Mezzanollum aveva appeso al collo con una catenina un bell’anello e decise di scavallarglielo. Iniziò così una gara a indovinelli che Palumbilbo ama rievocare come "Il Quizzettone". Palumbilbo era in svantaggio di 3200€ quando Mezzanollum gli pose la domanda finale: "Per 3201€ dimmi...cosa ho in tasca?" Palumbilbo, che era anche un maniaco sessuale, aveva in precedenza levato i calzoni alla creatura e non ebbe difficoltà a rispondere. "Niente" Mezzanollum fu così costretto a cedere l’anello e a subire le indicibili voglie dello Storpit. Palumbilbo infilò allora il dito nell’anello e si rese conto di quanti poteri possedeva quell’oggetto. Il più evidente era che rendeva il suo possessore così visibile che nessuno lo vedeva, poiché pensava di averlo già visto e che non ci fosse bisogno di vederlo un’altra volta. Palumbilbo tornò allora a casa lasciando morire i nani e, pensava, anche Zangalf.’’ UNA CRESTA A LUNGO ATTESA (A LONG WAITING CREST) Vent’anni dopo la sua grande avventura, Palumbilbo si apprestava a festeggiare il suo 77 compleanno, che secondo il manuale del numero perfetto, è un numero perfetto poiché è un multiplo di 1, e, per l’occasione, aveva invitato tutti coloro che volessero venire. Lo Storpit non godeva di una buona reputazione, anzi, tutta la reputazione di cui godeva l’aveva già persa dopo il suo viaggio e, soprattutto, da quando era diventato il più ricco e potente, grazie all’anello, ma per quell’occasione i rancori vennero serbati e tutti aspettavano con ansia la festa. Palumbilbo era molto eccitato, aveva in mente in fatti un paio di sorprese per i suoi, si fa per dire amici, e non stava più nella pelle dal desiderio. Purtroppo per lui non tutto era stato calcolato. A circa tre giorni dalla festa, qualcuno bussò al portone della casa di Palumbilbo. "Chi è?" fece lo Storpit. "Sono arrivati i fuochi d’artificio." disse una voce, non del tutto estranea a Palumbilbo. Palumbilbo riconobbe nella voce quella del ormai-non-più-defunto Zangalf e così rispose: "Non sono in casa." All’esterno Zangalf ritenne che questa risposta non avesse la benché minima convincibilità e lo disse: "Questa risposta non ha la benché minima convincibilità." "Fateli passare sotto la porta." disse allora Palumbilbo. Zangalf si stava innervosendo e decise di passare a una tecnica persuasiva che aveva appreso da un maestro tibetano a Singapore: "Apri la porta o la sfondo." disse, ma la porta non si aprì. Il mago osservò la porta e notò con felicità che non era affatto robusta, ma quando ci si scagliò contro, l’unica cosa che si ruppe fu la spalla di Zangalf. "Cazzo, dovevo cambiare occhiali." ammise. Dopo una seconda analisi si rese conto che la porta era un bel blocco di pietra. Decise allora di attuare il piano ‘‘Mens Insana In Meo Corpore’’ e ficcò un candelotto di dinamite nello spioncino. L’esplosivo fece ciò che caratterizza la sua specie ed esplose, mandando in frantumi la porta che si divise in quattro lastroni; il primo lastrone partì all’interno dell’abitazione, il secondo si diresse verso Zangalf, che lo evitò, e successivamente contro una sequoia secolare, creando al suo interno un "Arioso Bilocale Ammobiliato", il terzo partì verso l’alto, ed è ancora oggi uno dei più grandi satelliti di Giove, e il quarto venne scagliato lontano, in direzione ignota. Lo stregone, allora, entrò nella casa di Palumbilbo e si mise a cercarlo. Nonostante i suoi sforzi, non riuscì a trovarlo e ne approfittò per svuotare il frigo e intascarsi l’argenteria. Lo trovò infine dietro al primo pezzo della porta, schiacciato contro il muro; il suo grasso corpo non aveva subito danni, ma i suoi capelli avevano assunto la forma di una cresta Punk visibile soltanto nei peggiori Rave-Party di Miami Vice. "Zangalf..." disse lo Storpit, abbozzando un sorriso, "Che piacere vederti." detto ciò, perse i sensi. Si risvegliò più tardi nel suo letto a sei piazze e vide che Zangalf gli stava preparando un iniezione. "E’ siero anti-anello" disse il vecchio cieco, mostrando a Palumbilbo i suoi tre denti marci "Ti devi infatti assuefare alla lontananza dall’anello che io ti ho fregato, per darlo a tuo nipote Marrodo." "Perché?" chiese incredulo lo Storpit. "Poiché così è scritto e poiché tu sei in arretrato con l’affitto da due anni e perciò devo sfrattarti." Dicendo così fece l’iniezione a Palumbilbo che cadde nel mondo dei sogni. La festa che fu celebrata tre giorni dopo fu ricordata come l’unica senza festeggiato nella storia Storpit. Marrodo, approfittando dell’assenza dello zio, trasformo la placida festa in un Rave-Party di quelli spaventosi, dove si videro le più insospettabili ragazze in posizioni ambigue con cavalli, tori, pecore e castori, la moglie del sindaco fu scoperta con w¤rstel infilati nei posti più impensabili, lo stesso sindaco fu accusato di stupro da due dozzine di vergini a cui il sindaco non aveva resistito vedendole ballare nude sul tavolo del buffet; addirittura Zangalf si concedette ai suoi più reconditi desideri, imboscandosi per un paio d’ore con un paio di bambine di tre anni, scambiandole per veline diciotteni. |
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Date: Maldetti interisti cosa esltate? guardate la vostra cazzo di classifica e tacete! E spero che stasera vi purghino! |
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Date: SECONDO CAPITOLO Scexpir | commenti (2) | link |
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Date: Vaffanculo... Scexpir | commenti (1) | link |
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Date: sabato, 29 gennaio 2005 Un aspirasangue, perchè nessuno ha mai inventato un aspirasangue? Scexpir | commenti (1) | link |
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