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Date: mercoledì, 30 marzo 2005 Sto leggendo "Io Alessandro", di S. Pressfield, autore anche de: "Le porte di fuoco", o "I venti dell'Egeo". Si parla, ovviamente, di Alessandro Magno. Perciò sono troppo preso dal grande condottiero macedone, dalle sue battaglie, dalla potenza macedone. Anche perchè Pressfield scrive in modo spettacolare. Ho quindi deciso di sottoporvi alcune frasi che infontono dùnamis, ovvero la voglia di combattere: "L'uomo del clan delle colline, duro come le terre, infido come il serpente, puoi squarciarlo con una picca di ferro, ma lui continuerà ad avanzare verso di te, strisciando per cavarti il cuore dal petto e cibarsene sotto i tuoi occhi. [Alessandro] Nell'ora della battaglia, non chiedere quanti siano i nemici, bensì dove siano. [Motto dei soldati spartani] Il suo ideale di prima colazione è una bella marcia notturna; il suo ideale di cena è una prima colazione leggera. [Alessandro, riferito a Telamone] "Il battaglione sacro.. è formato, secondo il poeta, da coppie d'amanti. L'idea implicita è che ognuno, temendo di sfigurare agli occhi dell'amato, combatterà come un invasato e, se il suo compagno verrà sopraffatto, gli resterà accanto fino all'ultimo. "Che scempiaggini!" Telamone si esprime con durezza al riguardo. "Se bastasse incularsi tra commilitoni per trasformare degli uomini in soldati di prim'ordine, un sergente non dovrebbe far altro che ordinare ai soldati di girarsi di schiena e piegarsi in avanti" "Per le ferree palle di Ades, è vero" [Cratero] Vedremo, a quel punto, il solco tra le chiappe dei nemici, e gli scudi convessi da loro gettati a terra e abbandonati, in preda al terrore, nel tentativo di salvarsi la vita. [Alessandro, riferito alle truppe comandate da Filippo a Cheronea. Le altre le posterò più avanti.. Scexpir | commenti (3) | link |
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Date: Sangue. Era troppo tempo che non ne vedevo e non ne sentivo l'odore. Eppure, come sempre, ti ritrovi sangue dappertutto nelle occasioni più impensabili. MARTEDI, 29 marzo 2005 Un pomeriggio piuttosto inutile, non ho un cazzo da fare, aspetto solo che si faccia vivo qualcuno. Verso le 14,30 mi chiama Magrassi. Classica proposta di partita a calcetto e classica incertezza su chi viene. Dopo un po' di telefonate raggiungiamo il numero di otto partecipanti, chiamando amici di amici di amici.. L'appuntamento è al Lido. "Meno male, almeno ci metto un minuto ad arrivare e posso prenderla con calma." Arrivo là: nessuno. Chiamo Magra che, se avessi aspettato venti secondi, mi sarebbe apparso davanti sbucando da un angolo. Poi scopriamo che tre suoi amici c'erano già (uno di questi mi ha scambiato per un suo compagno dell'asilo!!) Dopo un po' che aspettiamo compaiono Imparato e il Cuso, infine un certo Fera (alto almeno 2m) e Scala. Siamo in nove.. e dobbiamo raccattare un tipo lì nel Lido. Iniziamo il riscaldamento con Alessandro (non Magrassi, ma il mio compagno d'asilo ), che si è dimostrato eccellente sia in porta che fuori; e con Magra che dice a Imparato: "Hai dei bei ricordi qui, no? Ti sei spaccato una gamba l'ultima volta, chissà che ti succede oggi."Facciamo due squadre che sembrano seguire il criterio: quelli che conosco contro quelli che non conosco. La partita inizia bene, il clima è buono e si dà spettacolo. Dopo poco metto a segno l'1-0. Continuamo ad attaccare, ma quelli pareggiano in contropiede. Ma noi giochiamo meglio e, senza troppe difficoltà, Cuso fa il 2-1 e io allungo sul 3-1. Poi perdiamo la grinta e in breve la partita si porta sul 4-3 per loro. Vado in porta io e là davanti si vede di tutto: pali, tiri fuori di pochissimo, miracoli del portiere; dal canto mio è difficile fermare le loro incursioni, soprattutto i colpi di testa di Fera, che, per fortuna, ne sbaglia tre su quattro. Riusciamo ad arrivare al 4-4 e anche al 5-4 con due gran gol del Cuso e di Magra. Poi il tipo raccattato in giro deve andare e siamo dispari.. andiamo avanti a giocare lo stesso. Ma dopo poco ecco che Imparato corre verso il portiere, ci si schianta contro, rimangono a terra per un po' entrambi. Io mi giro verso Magrassi, in attesa che si rialzino e vedo magrassi con gli occhi sbarrati che dice: "Ma che cazzo gli è successo." E sento imprecazioni di ogni tipo provenire dalle mie spalle; Imparato si è alzato e sta correndo fuori dal campo, lasciando una scia insanguinata alle sue spalle. Si tiene la testa. Il portiere sta bene, ma è shockato. Io corro alla fontanella, dove Edo si sta sciacquando: l'acqua è tinta di rosso. Il Cuso, intanto, corre alla segreteria a chiedere aiuto. Guardiamo il taglio, Fera, che sebra esperto, asserisce che potrebbero volerci anche dei punti. Chiamiamo l'ambulanza. Imparato, intanto, si distende su una panchina, macchiando il terreno con chiazze di sangue. Io seguo la scena, parlando con lui per non farlo svenire e osservando rapito il sangue, che, non saprei dirvi perchè, esercita un incredibile richiamo su di me.. questo, poi, aveva anche una consistenza del tutto particolare, ma mi sono trattenuto dall'assaggiarlo. Arrivano i medici del Lido e una sovrintendente, trattano Imparato come se fosse ormai spacciato (un tipo ci chiede se riusciamo a girarlo sull'altro lato, come se lui, ormai, non potesse più muoversi da solo. Un altro ci dice, senza farsi sentire da lui, di farlo parlare, come si fa coi feriti terminali). E infine arriva l'ambulanza, che se lo porta al S.Carlo, come chi si fa male a S.Siro (E io domani vo là a fare volontariato, chissà se non lo becco lì) e se ne va con il Cuso che deve presenziare. Io resto lì, felice che tutto si sia risolto, quando Alessandro dell'asilo mi chiede i soldi per il campo. Oh Cazzo. Per il culo: io avevo speso tutto con Laura.. non ho più un euro, ma come cazzo glielo spiego? Gli dico che avrebbero dovuto pagare per me o Cuso o Imparato (ed è vero, mi devono cinque euro l'uno) e che avrei dato i soldi a Magra, che glieli avrebbe portati.. detto ciò, scappo prima che ci ripensi e non accetti la mia promessa. Scexpir | commenti (4) | link |
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Date: lunedì, 28 marzo 2005 "Li schiacceremo come formiche" tutto qui.. questa è la mia novella da postare sul decameron.. non riesco più a scrivere nulla di mio spunto.. potrei partire e fare discorsi contorti, inutili e pallosi in cui rifletto su me stesso, una sorta di filosofia su come sto affrontando il mondo.. ma non servirebbe a gran chè.. non so più come si scrive.. un tempo mi davi una frase e ti facevo un romanzo.. oggi mi dai l'ispirazione e la perdo dopo cinque minuti ho la mente troppo piena, presumo.. dovrei svuotarla.. ma cazzo, non so come.. Scexpir | commenti (4) | link |
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Date: E' assurdo, sto cercando in tutti i modi di scrivere in modo decente un post che dica che non riesco più a scrivere.. La Musa fa le bizze e non riesco più, come un tempo, a scrivere ciò che voglio.. ma solo alcune ispirazioni improvvise e rapide.. Qual è il motivo? Non lo so.. può essere che questi giorni mi hanno sconvolto e che devo aspettare per tornare a scrivere.. può essere che quello che voglio scrivere non debba essere scritto e finchè mi rimane il desiderio di farlo non riuscirò a scrivere altro.. oppure, ma qui si cade nel soprannaturale, può essere dovuto a quella preghiera rivolta a Zeus, tempo fa, in cui chiedevo al sommo padre degli dei di farti tornare qui in cambio della mia abilità letteraria.. a parte che non sono tipo da credere a ste cose, ma il patto prevedeva il tuo ritorno permanente e non temporaneo.. Scexpir | commenti (3) | link |
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Date: domenica, 27 marzo 2005 E' buffo. Nelle due notti scorse, un'ora sopra le altre aveva significato per noi: le 2.00. Alle 2.00, silenzioso come una rana, sgattaiolavo fuori dal mio letto, mi coprivo con qualche vestito (non che avesse troppa importanza il look), giravo silenziosamente la chiave, inforcavo la bicicletta e correvo a casa tua.. E' buffo, che questa notte, la prima dalla tua partenza, non ci siano le 2.00.. Un'ora troppo importante, troppo carica di significato per poter riapparire così presto davanti ai nostri occhi. E così mi trovo qui, alle 3,00 di notte, a non sapere cosa fare, cosciente che se provassi a dormire, non otterrei altro che un lungo tormento, allievato solo dalla tua visione.. Allora perchè non rievocare queste visioni? Forse per non sprecare altre lacrime? A volte piangere fa bene.. Ma come faccio a mettere per iscritto queste immagini.. questi bassorilievi danteschi, che non hanno bisogno di descrizione, poichè parlano da sè.. Ancora una volta, la mia forza: le parole, sembrano abbandonarmi.. Forse non posso parlare di te, forse quello che è successo è giusto che rimanga solo nostro o che venga raccontato solo con parole vacue, vuote e infime.. come un banale pettegolezzo.. Forse dovrei far vertere il discorso sulla questione che mi ponevo con Pino, prima, su MSN.. cioè se non fosse meglio vederci così di rado, in modo da aumentare la magia e la straordinarietà di questi momenti, invece che avere un rapporto "normale".. al di là del fatto che non abbiamo scelta e che il nostro rapporto andrà avanti così, io non sono convinto che se tu fossi qui, il nostro diventerebbe un rapporto "normale".. conoscendo me, ma soprattutto conoscendo te, non ci sarebbe nulla di ovvio e ripetitivo.. E' anche vero che questa situazione ha portato a sviluppi positivi imprevisti, ma soddisfacenti: - non avremmo avuto la tua casa libera per così tanto tempo :-P - non avresti legato così tanto con le tue cugine - non avrei conosciuto le tue cugine :-D - non avremmo, mai e poi mai, dormito assieme.. e, come sottolineava Pino, non avremmo mai provato queste forti emozioni che ci stanno attanagliando in questi giorni.. avremmo certamente vissuto un bellissimo rapporto, ma è così che stiamo vivendo fino in fondo l'amore.. Ti amo Laura, ti amo da impazzire.. ed è quello che sto facendo.. i'm Crazy Scexpir | commenti (22) | link |
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Date: sabato, 26 marzo 2005 Se ne è andata, rapida e potente, come un improvviso temporale estivo. E come un temporale ha lasciato dietro di sè le sue tracce, il suo profumo, il suo indelebile ricordo e quella malinconia, che ti accompagna finchè non ritorna il sole. ..... E' incredibile come prima la musa mi ispirasse a grandi componimenti, ed ora non mi restano che mute parole.. troppo poco per esprimere ciò che provo.. Forse le parole giuste torneranno, forse non riuscirò mai a spiegare.. Scexpir | commenti (14) | link |
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Date: giovedì, 24 marzo 2005 Checchè ne dica Gauloises, questo blog non si fermerà mai.
La mia felicità in questo momento è troppa da goderne in due e quindi ho bisogno di scrivere. Mi alzo, stamattina, verso le 10,30, in quanto dovevo essere alla staz.centrale a mezzogiorno e mezzo ca. per accogliere la Romagnola.. verso le 11,30 escono madre e sorelle per andare al super e io mi preparo per l'accoglienza.. mi sento giusto un po' stralunato e penso che sia l'emozione, ma, così per scrupolo faccio un piccolo controllo: 38.2 DI FEBBRE
Ovviamente anche l'amica sfiga vuole divertirsi.. ma dovrebbe sapere che in giorni come questi non ha alcun potere. Alle 12 meno un quarto suonano alla porta.. piuttosto scazzato ("Chi sarà mai? Di certo qualcuno che mi rimarrà attaccato alle palle quel tanto da farmi arrivare in ritardo..") vado ad aprire Contrariamente al solito non guardo dallo spioncino e apro alla cieca.. Era Lei Scioccato e sorpreso rimango immobile per qualche secondo con le prime lettere di un saluto ancora in bocca.. la mano attaccata alla maniglia, ancora abbassata.. le palpebre che non vogliono chiudersi e lasciano lo spazio a delle lacrime che hanno troppo bisogno di uscire.. Lei sorride, mentre le lacrime che non riesce a trattenere brillano.. poi a bassa voce dice: "Sorpesa!" e scoppiando a piangere si getta addosso a me.. E siamo rimasti lì, sulla soglia di casa mia abbracciati dopo tanto, troppo tempo, in uno dei momenti più commoventi della mia vita.. e così siamo rimasti per tanto tempo, mentre Marta, sforzandosi di lasciarci una certa intimità, non ha potuto trattenersi. anche lei, dal commuoversi.. E così è iniziata questa magnifica giornata che si è sviluppata nel migliore dei modi.. compresi i consigli tattici e le richieste perverse di suaria.. e nonostante la febbre che mi sta divorando.. Scexpir | commenti (3) | link |
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