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Date: lunedì, 14 novembre 2005
Time: 23:55
In: sport
Non era la classe che ha perso 6-1. Ma in se non era soltanto quella che, viceversa, il 6-1 l'ha goduto come risultato vantaggioso ai propri fini a giocare contro la III E, oggi sul campo del Leone XIII. Era una sfida contro la Sorte. E la Sorte ha avuto la meglio.
La partita della I AGF si può riassumere in cinque minuti. I primi trecento secondi di gioco hanno visto due tiri dalla distanza perforare un portiere ancora stremato per la corsa fatta per non giungere in ritardo al glorioso appuntamento. La III E si esibisce in un primo tempo smorto, con poco fraseggio, numerose confusioni difensive e poche visite all'area avversaria. Completamente immeritato, comunque, il vantaggio degli avversari, che allo scadere si rafforza con una terza rete, praticamente regalata da Virdis. La classica riscossa del secondo tempo arriva, coi giocatori molto più grintosi, forse troppo, come si è visto in alcuni exploit personali che non hanno portato a nulla. Ma la palla gira e gira bene, i piedi di ogni giocatore, senza eccezioni, accarezzano e colpiscono il pallone con grande precisione, lasciando gli avversari allibiti ed esterrefatti da una tanto rapida ripresa. Ma la strategia non corrisponde alla formazione e punge poco. I gol arrivano, due però, non tre; ha segnato il Mezz e ha ribadito Vitti, ma non è stato abbastanzo, la coppia arbitrale fischia per tre volte e la partita termina con tanti rimpianti per occasioni sprecate, ma con una grande convinzione di superiorità mostrata nella grinta del secondo tempo, ma anche in un anonimo primo tempo, nel quale gli avversari non hanno certo brillato di più.
Edone 5: imprevisto sì, ma non per questo imparabile, il primo tiro gli passa accanto beffardo, senza che il nostro portiere abbia i riflessi per bloccarlo. Più complicato sarebbe stato il secondo, ma era annunciato: una punizione diretta ha come fine ultimo l'insaccarsi nell'angolino alto lontano dal portiere e quando lontano vuol dire a tre metri nemmeno, non ci si può permettere di lasciarlo entrare. Incolpevole sul terzo gol, prova un riscatto nel secondo tempo, sfoderando una determinazione maggiore. Convince di più, sventando attacchi insidiosi con agili interventi, ma sbaglia molti rilanci ed è titubante in varie occasioni. Multisfaccettato
Gauloises 6,5: il Colosso di Rodi potrebbe rendere l'immagine di questo pilastro difensivo: massiccio e inamovibile, fermo, ma sempre nel punto cruciale, l'unica differenza è che il Colosso è crollato, mentre Gauloises, tutt'al più, ha fatto crollare Baggio, ricevendo i miei, per quanto celati, vivissimi complimenti. Pecca giusto in qualche impostazione di gioco, ma c'è sempre e dà fondo a tutte le sue riserve di energia (e di parole). Addirittura si esibisce in una corsa sulla fascia sinistra, scambio rapido col Pedraz, controllo, dribbling e in un complesso disegno balistico che si può definire tiro solo perchè sarebbe la soluzione più logica. Colosso.
Virdis 5: gioca una partita anonima, anche e soprattutto, a causa di un ginocchio un po' stronzo e di un avversario stronzo il doppio, che lo costringe a un lungo periodo in panchina. Pesa sul suo voto essenzialmente solo il fatidico errore che ha portato gli avversari ad un comodo 3-0. Rientrando l'ultimo quarto d'ora svela le sue doti nascoste con un grande impegno offensivo e degli ottimi suggerimenti che purtroppo non si concretizzano. Non ferisce, però, e non l'imperdonabile. Al pascolo.
Suaria 6,5: ci sono cose che un uomo può e cose che un uomo non può fare. Suaria può prendere la palla e farci un po' quello che vuole, garantendo alla squadra quel centrocampo che altrimenti non ci sarebbe, impostando le azioni offensive e dirigendo quelle difensive. Può tener testa al nanetto del Monza umilandolo in fatti e parole. Può permettersi di redarguire la squadra con aspre parole. Può però sbagliare anche lui: qualche controllo un po' sfalsato dal terreno, qualche caparbia azione offensiva che lo ha mostrato cieco nei confronti dei compagni ben piazzati. E forse può esagerare nella durezza dei rimproveri, che certo possono far bene, ma mi sembra inutile visto che non ci vuole un'aquila a capire che se sbagli qualcosa non hai certo fatto la cosa giusta. E' comunque il centro della squadra sul piano tattico e psicologico. Memorabili i suoi diverbi col nanetto del Monza. Grintoso.
Gomez 6,5: sorprende positivamente il Diavolo del Key Sound esibendo, dopo un inizio un po' scarno, un calcio che sembra non appartenergli. Non combina le sue classiche testardaggini, tiene il pallone, alza la testa e il più delle volte lo fa giungere a destinazione, ma soprattutto svolge appieno i suoi compiti difensivi, stupendo tutti, soprattutto l'avversario Ambrogio, che non ne poteva più di vedersi togliere la palla. Splendido il commento di uno dei difensori avversari giunto alle mie orecchie: "Ma che cazzo fa (Ambrös)! Deve smetterla di puntare quella mezza sega, dovrebbe capirlo che non lo si riesce a superare." OGM
Mezzi 7: passa un anonimo primo tempo, in cui sono più i controlli precari e sbagliati che le belle giocate. Nel secondo tempo si propone sempre più in avanti coronando l'iniziale scatto di grinta con uno spettacolare gol di testa, compiuto con una dignità incredibile: niente stacco, niente grida e niente esultanze esagerate. Mantiene la concentrazione e l'adrenalina a livelli perfetti e funge da secondo polo di centrocampo, nonchè da primo quando Suaria si sposta un po' in avanti. Signore.
Magrassi s.v.: gioca quei pochi minuti, in cui non ci sono titolari disponibili. Compie il suo dovere con un paio di distrazioni, ma non ha il tempo per entrare in partita.
Vitti 7: in gran spolvero atletico, ma non certo fisico, non per quanto riguarda la salute, almeno, si esibisce in una grande partita, giocando ottimamente in attacco e commettendo un numero di errori trascurabile. Sfortunato in varie conclusioni si riscatta segnando il secondo gol, conclusione perfetta di un'ottima azione. Consuma ogni molecola d'ossigeno, uscendo sfiatato a pochi minuti dalla fine, gridando comunque come un ossesso per incitare i suoi compagni. Superiore
Pedraz 5,5: se non fosse per due azioni in avanti, qualche protoassist a Vitti, Suaria e Gauloises e un po' di lavoro a centrocampo sarebbe stato completamente inutile. Si trova spaesato di fronte ad una strategia di squadra molto più incentrata su una coppia di attaccanti che su una singola punta e quando è nel posto giusto secondo le esigenze di Suaria, non lo è per quelle di Vitti. Dimostra i suoi limiti in un gioco, imposto dall'alto, solo a palla bassa, ma trasgredisce volentieri questa regola per servire un paio di volte Vitti e Gauloises, in un'ottima triangolazione. E' impotente contro la mole dei difensori avversari, al punto che esce ad un quarto d'ora dal termine dopo un calcio sul polpaccio e successivo strappo allo stesso. Coatto.
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